Artrosi dell’anca

ARTROSI DELL’ANCA o COXARTROSI

 

Le articolazioni (ginocchio, anca, caviglia, etc ) sono costituite dalle parti terminali di due ossa e sono circondate da tessuti molli quali la capsula, i legamenti, i muscoli, i tendini e da una sottile membrana sinoviale che produce un liquido che lubrifica l’articolazione stessa; ad esempio l’anca è formata dal femore e dall’acetabolo che è parte dell’osso del bacino. Nel dettaglio la parte terminale superiore del femore ha la forma di una sfera, chiamata testa del femore, che è inserita, assicurando un movimento estremamente ampio, all’interno di una cavità del bacino chiamata acetabolo; tale articolazione è resa molto stabile dalla presenza della capsula articolare e dei legamenti, ricoperta dalla membrana sinoviale e circondata da tendini e muscoli.

Sia la testa del femore che l‘acetabolo sono ricoperti da un sottile strato di cartilagine che consente alle superfici ossee di muoversi l’una sull’altra senza attrito, assorbendo inoltre parte del carico che grava sull’articolazione stessa.

Quando la cartilagine è danneggiata per malattie come l’artrosi, malattie infiammatorie quali l’ artrite reumatoide od in esiti di anomalie anatomiche dell’anca o in conseguenza di traumi quali le fratture, compare il dolore, l’articolazione è limitata nelle sue normali funzioni; tutto ciò limita le normali attività quotidiane.

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COS’E’ L’ARTROSI DELL’ANCA

La coxartrosi od artrosi dell’anca è una delle maggiori cause di inabilità funzionale in entrambi i sessi e spesso anche nell’età media e giovanile; l’usura, la degenerazione e la riduzione dello spessore della cartilagine articolare causa una maggior attrito tra le superfici ossee, sviluppando una serie di sintomi quali: il dolore (alla coscia, all’inguine, al ginocchio e talvolta lombalgia), la limitazione articolare, la zoppia e una graduale riduzione delle normali attività quotidiane quali la deambulazione, raccogliere oggetti dal pavimento, infilarsi ed allacciarsi le scarpe e le calze, salire e scendere le scale. Molti fattori possono incrementare il rischio di sviluppare un’artrosi dell’anca:

  • età avanzata
  • familiarità ed ereditarietà
  • sovrappeso
  • esiti di patologie dell’anca infantili (displasia congenita dell’anca, m. di Perthes, epifisiolisi)
  • necrosi della testa del femore
  • sesso, maggiormente colpite sono le donne sopra i 50-60 anni
  • esiti di traumi
  • sport di alto contatto o lavori altamente usuranti per le anche
  • malattie infiammatorie, reumatiche e dismetaboliche

  Una diagnosi di coxartrosi comincia con una visita specialistica ortopedica, che deve essere completata da un esame radiografico che evidenzierà l’entità della degenerazione artrosica e talvolta, per studiare dettagli aggiuntivi, da una risonanza magnetica o una TC; altri test (esami ematici, etc.) possono essere richiesti qualora ci sia ragione di credere che altre condizioni (artrite reumatoide, processi infiammatori) contribuiscono al processo degenerativo. Ove l’artrosi e la sintomatologia correlata fosse  grave, l’indicazione chirurgica è una protesi di anca.

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RX di anca sana  RX di anca artrosica

 

  TRATTAMENTO DELL’ARTROSI DELL’ANCA

Nei casi iniziali il trattamento proposto è con  terapie mediche (farmaci antinfiammatori,integratori cartilaginei,etc.)  e/o fisioterapiche. Si può associare una terapia infiltrativa con acido ialuronico; tale tecnica, utilizzata con ottimi risultati nelle forme artrosiche del ginocchio, è indicata anche nelle fasi iniziali dell’artrosi dell’anca. L’infiltrazione con acido ialuronico nell’anca  artrosica, eseguita con l’ausilio dell’ecografia (tecnica eco guidata) integra il liquido sinoviale fornendo nuovo acido ialuronico per migliorare le funzioni lubrificanti e ammortizzanti, svolgendo un’azione quindi puramente meccanica.  Si possono eseguire: un ciclo di 3 o 2 infiltrazioni (una ogni settimana, a seconda del prodotto utilizzato) od una monosomministrazione con benefici quali riduzione del dolore, della rigidità ed aumento della funzione articolare, che si possono protrarre fino a sei-dodici mesi. Sempre nelle fasi iniziali di un’artrosi dell’anca si possono ottenere benefici dal trattamento infiltrativo con fattori di crescita piastrinica.

Nel caso tali trattamenti non consentono un’adeguata riduzione del dolore è opportuno pensare ad un intervento chirurgico; il trattamento consigliato in caso di un’artrosi importante dell’anca è l’artroprotesi totale, intervento che mira a rimuovere il dolore, ripristinare il movimento dell’anca, offrendo quindi un miglioramento della qualità della vita.